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Lifestyle

Che cos’ è la cellulite infettiva

cellulite

Quando parliamo di cellulite infettiva ci riferiamo ad un’infezione batterica del tessuto connettivo, che colpisce gli strati più superficiali della pelle e quelli sottocutanei. E’ importante non confonderla con la cellulite estetica, e per evitare che ciò accada è importante conoscerne i sintomi e le cause. La cellulite infettiva si manifesta quasi sempre tramite un’infiammazione della cute, che risulterà quindi arrossata,soffice al tatto ed estremamente calda. E’ importante sapere che si tratta di un’infezione che si diffonde rapidamente, e può diventare pericolosa nel momento in cui non viene trattata in maniera corretta. Si consiglia dunque di non sottovalutare i sintomi e di ricorrere subito ad un trattamento adeguato per evitare l’espandersi dell’infezione.

E’ causata comunemente da batteri, Streptococchi e Stafilococchi. Questi batteri penetrano sottopelle attraverso piccole lesioni o ferite e possono dunque causare un’infezione degli strati superficiali (e non ) della pelle. Tutti possono essere soggetti a cellulite infettiva, ma i soggetti considerati più a rischio sono coloro che hanno difese immunitarie molto basse. Vi è, inoltre, una serie di malattie che rende un paziente maggiormente predisposto a contrarre una cellulite infettiva. Fra queste malattie troviamo: fuoco di S.Antonio, varicella, Obesità ed eczemi.

 

I SINTOMI DELLA CELLULITE INFETTIVA

 

Per poter riconoscere un’eventuale cellulite infettiva, è necessario conoscerne i sintomi. La parte inferiore delle gambe è solitamente il punto maggiormente colpito dall’infezione. Proprio in questi punti, spesso, si formano delle piccole striature di colore rossastro, calde e soffici al tatto, spesso doloranti. La febbre è un altro sintomo comune nel caso di un’infezione batterica, quindi non è da sottovalutare.

Il trattamento più comune per curare la cellulite infettiva è l’antibiotico. E’ consigliabile rivolgersi ad un medico per la somministrazione di questi medicinali, in grado di eliminare l’infezione nell’arco di 24 o 48 ore al massimo. Per evitare una ricaduta si consiglia di completare correttamente la terapia antibiotica.

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